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Imprese artigiane e iscrizione FSBA-EBNA


Cassa integrazione Artigiani previa iscrizione FSBA

Alla luce del decreto emesso dal TAR LAZIO, in data 19.04.2020, ex art. 61 c.p.a., riguardante una lite tra impresa artigiana e FSBA, la scrivente CdL intende esporre alcuni chiarimenti in merito, tenuto conto del contenuto del decreto stesso.
Vox populi, innanzitutto, sta confondendo il principio di accesso al trattamento di integrazione salariale per le imprese artigiane con il principio dei requisiti richiesti dai fondi EBNA e FSBA per l’erogazione dei trattamenti stessi.
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La vicenda
  1. Il ricorrente chiedeva il  riconoscimento del diritto a presentare la domanda di concessione dell’assegno ordinario di integrazione salariale, senza la preventiva iscrizione ad FSBA-EBNA.
  2. Il ricorrente chiedeva l’annullamento delle delibere di FSBA introduttive di modalità operative e di acclaramento dei requisiti di regolarità contributiva dell’impresa artigiana ai fini dell’erogazione del trattamento di integrazione salariale in commento.
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Il caso apre diverse problematiche.
  1. Il suggerimento principale che la scrivente intende dare è di attendere, innanzitutto, l’esito della causa pendente innanzi al TAR LAZIO, rammentando che il decreto in esame è provvisorio poichè pronunciato in seno ad un procedimento cautelare, e dovrà, pertanto, ricevere conferma o revoca innanzi al Collegio giudicante, nei prossimi giorni.
  2. La scrivente ritiene, altresì, che l’iscrizione ad FSBA sia un requisito indispensabile ed obbligatorio per potere presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario di integrazione salariale. Il Fondo è istituito ad hoc, ai sensi degli artt. 26 e ss. del d.lgs. n. 148/2015, è obbligatorio e la ratio di tale istituzione è l’estensione delle integrazioni salariali ai settori produttivi fino ad allora esclusi dalla tutela in caso di riduzione e/o sospensione della produzione (CIG, CIGS).
  3. Una volta adempiuto l’obbligo di iscrizione al Fondo, senza sostenere costi, si ritiene che l’impresa artigiana abbia il pieno diritto al riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale, a nulla rilevando sia i requisiti di anzianità contributiva correlati all’iscrizione al fondo sia i suoi mancati versamenti al fondo per il periodo pregresso, in armonia con le norme generali che riconoscono l’accesso alla cassa integrazione anche ad imprese che tutt’oggi non abbiano una certificata regolarità contributiva per i periodi pregressi.
  4. La regolarizzazione contributiva per i periodi pregressi andrà effettuata in tempi futuri considerando che, in via parallela, tutte le imprese iscritte all’INPS e non in regola coi i versamenti contributivi vengono ordinariamente segnalate per il recupero delle somme non versate e dovute.
  5. L’accesso alle prestazioni di integrazione salariale rappresenta un diritto soggettivo dei lavoratori sospesi per emergenza Covid-19, i quali, in assenza di provvedimento autorizzatorio da parte del fondo di appartenenza, potranno agire innanzi al giudice del lavoro contro FSBA ex art. 2116 c.c. che stabilisce  il principio fondamentale dell’automaticità delle prestazioni previdenziali-assistenziali anche in assenza dei versamenti da parte datoriale.
  6. Parimenti, i lavoratori potrebbero agire direttamente contro il proprio datore di lavoro inadempiente verso il Fondo per vedersi riconosciuto il diritto all’integrazione salariale, diritto che viene loro negato per cause a sè non imputabili.
 
In attesa dell’esito processuale innanzi al TAR LAZIO, si resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
 
Dott.ssa Gianna Elena De Filippis
Consulente del Lavoro
 
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A cura di Paolo Stern 2015
 
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